Attacco chimico in Siria: da Ankara le autopsie confermano l’uso di gas tossico

Purtroppo dalla Siria e da Idlib arriva la conferma del gravissimo crimine di guerra consumatosi ai danni dei civili: sono state usate armi con gas cloro. La conferma è arrivata dalle autopsie effetuate dagli scienziati turchi inviati da Ankara che hanno già inviato i risultati al consiglio di sicurezza dell’Onu.

Le accuse si fanno pesanti da Israele, dove si punta il dito contro Assad, secondo il ministro della difesa istraeliano Lieberman, sarebbe stato il regime di Assad ad aver attaccato chimicamente i civili con aerei siriani.

Assad dal canto suo si difende con forza e lancia una pesante accusa ad Israele, reo di appoggiare i terroristi dell’Isis bloccando l’avanzata dell’esercito siriano dove quest’ultimo ferma i miliziani dell’Isis.

Dalla Francia il ministro degli esteri Ayrault è duro con Assad, che secondo il ministro francese sarà giudicato come criminale di guerra. Proprio dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, runito d’urgenza, è giunta una risoluzione decisa, e già depositata, avvallata dalla Francia come confermato da Ayrault.

A questa risoluzione però si è opposta la Russia con un veto, seguito da quello cinese. Ai paesi occidentali occorre raggiungere un accordo con la Russia per poter mettere fine a questo massacro. Dal canto suo, la Russia, che da sempre è schierata dalla parte di Assad, ritiene che ci siano delle trame oscure in questa operazione e che Assad è fedele al suo popolo e lo sta difendendo con tutte le risorse a sua disposizione, ricordando appunto che il popolo siriano è dalla parte del suo leader, il quale detiene ancora la sovranità democratica nel suo paese.

Questa fretta di risolvere la questione siriana, l’attacco chimico di dubbia provenienza, le accuse ad Assad e le repliche del presidente siriano gettano ombre sulla questione siriana, sempre più rovente e sempre più vicina ad implodere, per la felicità di chi, in tutto questo inferno, trarrà profitti economici, ed escludiamo da questi gli abitanti della regione siriana, le vere vittime di questa contesa geopolitica.

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